La riduzione del dolore in acqua

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L’idrokinesiterapia nel paziente sintomatologico.

È possibile utilizzare le peculiarità dell’ambiente acqua come riduzione della gravità, rilassamento muscolare, tecniche di mobilizzazione specifiche, per ottenere la riduzione del dolore sia acuto che cronico e favorire la ripresa della normale attività funzionale della parte interessata da dolore.

In Overphysio si attua un progetto di riabilitazione integrato fra terra e acqua, spesso con un fisioterapista dedicato alla parte acqua e uno alla parte terra in ragione delle specialità di lavoro dei terapisti.

Dopo una valutazione fatta con il medico fisiatra, o se già in possesso di una prescrizione medica con un fisioterapista esperto, viene stilato un percorso di riabilitazione che viene poi monitorato sia durante lo svolgimento che alla fine.

Obiettivi

Gli obiettivi dell’idrokinesiterapia nel paziente sintomatologico sono: ridurre la sintomatologia dolorosa sia in fase acuta che cronica, migliorare la propriocezione e il controllo del movimento, fare esercizi di stretching in maniera atraumatica.

Patologie Interessate

Le patologie interessate sono lombalgie, cervicalgie, sciatalgie e in generale tutte le algie di origine posturale o da overuse. Si tratta comunque di dolori che non sono di origine traumatica o post chirurgica.

Controindicazioni

Le controindicazioni all’idrokinesiterapia riguardano principalmente le caratteristiche fisiche della persona che deve entrare in acqua.

Il saper nuotare non è una caratteristica necessaria per fare trattamento in acqua, ma è utile avere una certa acquaticità (piacere nello stare in acqua) perché una persona che ha paura dell’acqua avrà più difficoltà a rilassarsi, anche nelle mani di un terapista esperto.

A livello medico, infine, i casi di controindicazione sono:

  • insufficienza cardiaca molto grave (pericolosità e difficoltà nel monitoraggio esercizio/sforzo);
  • insufficienza respiratoria grave (a volte la pressione idrostatica può dare al paziente un senso di oppressione);
  • malattie infettive (rischio di contaminazione ambientale);
  • ulcere cutanee, piaghe da decubito (rischio di contaminazione acqua e ambiente);
  • incontinenza urinaria e/o fecale (rischio di contaminazione acqua);
  • patologia neoplastica in fase avanzata (effetto biostimolante sulla patologia).