LA RIABILITAZIONE NELLE LESIONI MIDOLLARI

Le lesioni al midollo spinale interrompono le vie nervose deputante al controllo del movimento, della sensibilità e delle funzioni autonome, si possono distinguere in due grandi categorie:

  • lesioni complete (in cui la trasmissione dell’impulso nervoso è completamente interrotta);
  • lesioni incomplete (in cui non tutto il midollo è interrotto e parte degli impulsi riesce a raggiungere le zone a valle della regione).

La lesione può interessare quindi solo gli arti inferiori, con un interessamento più o meno marcato della muscolatura del tronco (paraplegia) a seconda del livello di lesione, oppure di tutti e quattro gli arti (tetraplegia).

I sintomi variano a seconda del tipo di lesione e del livello lesionale (indicato con il numero della vertebra del punto danneggiato).
Possiamo identificare dei sintomi principali che sono:

  • ipoestesia (riduzione della sensibilità) che può variare da una sensazione di formicolio a una completa anestesia;
  • problematiche vescicali e deficit di controllo sfinterico;
  • deficit di forza che può variare da un indebolimento della muscolatura a una paralisi totale;
  • alterazioni del tono, a seconda del livello di lesione possiamo avere un’ alterazione del tono verso la flaccidità (ipotono) o la rigidità (ipertono), anche in questo caso le alterazioni possono essere di diversa entità in base alla gravità della lesione.

Obiettivi

Gli obiettivi si differenziano in base al tipo di lesione e quali gruppi muscolari sono ancora funzionalmente validi a livello generale possiamo identificare degli obiettivi comuni:

  • rinforzo della muscolatura del tronco (essenziale per i passaggi posturali);
  • recupero funzionale degli arti superiori (prese e manipolazione);
  • addestramento alle autonomie (trasferimenti letto carrozina, carrozina macchina ecc.);
  • utilizzo funzionale della muscolatura residua eventualmente presente agli arti inferiori.

Gli obiettivi, è doveroso ricordarlo, dipendono dal tipo di lesione e alla capacità di reclutamento della muscolatura residua.

Il metodo Overphysio

In Overphysio la peculiarità è affiancare al lavoro a terra la possibilità di lavorare in vasca riabilitativa con molteplici obiettivi:

  • sfruttare la microgravità per riuscire ad attivare gruppi muscolari che a terra non sarebbero funzionali;
  • recuperare posture che altrimenti non sarebbe possibile avere a secco, ad esempio la posizione prona, o in alcuni casi la verticalizzazione;
  • migliorare la propriocettiva e il controllo del tronco;
  • sperimentare un piacevole momento di relax e benessere nell’acqua, sapendo di essere accompagnato da un professionista;
  • sfruttare i principi fisici dell’acqua per migliorare la circolazione, avere un effetto di ritorno dei liquidi dalla periferia (riduzione degli edemi da stasi) e potenziare la muscolatura respiratoria.

Controindicazioni

Non esistono controindicazioni al trattamento, solo alcune avvertenze importanti qualora dopo la valutazione con il fisioterapista o dopo la visita fisiatrica si decida per il trattamento in acqua: fare il cateterismo prima di entrare in acqua e non avere lesioni da pressione in fase attiva.